• Cariocecus, uno dei primi adrosauroidi

    Cariocecus, uno dei primi adrosauroidi

    di Fabio Manucci

    Alla fine del Giurassico vi fu un’importante estinzione di massa, che cambiò per sempre anche le faune a dinosauri. Se prima vi erano molti sauropodi (i celebri dinosauri dal collo lungo) a partire dal Cretaceo inferiore gli ecosistemi di tutto il mondo vedono espandersi un nuovo gruppo di grandi erbivori: gli adrosauroidi. Il passaggio dagli iguanodonti a questi animali rimane, come il periodo della loro origine, ancora nebuloso, ma una nuova specie dal Portogallo aggiunge un importante tassello per comprenderne l’evoluzione. La ricerca vede come autori anche due italiani da lungo tempo collaboratori dell’associazione: il team è guidato dal Dr. Filippo Bertozzo e vede la partecipazione del paleoartista Fabio Manucci, insieme ad uno sforzo congiunto di ricercatori di varie nazionalità (Portogallo, Belgio, Stati Uniti).
    La nuova specie è stata battezzata Cariocecus bocagei, pubblicata nella prestigiosa rivista internazionale Journal of Systematic Palaeontology. Questo dinosauro erbivoro vagava nelle lussureggianti valli della regione portoghese di 125 milioni di anni fa. Il reperto, SHN.832 (la sigla del cranio rinvenuto), è preservato nelle collezioni della Società di Storia Naturale di Torres Vedras ed è stato trovato nella costa occidentale del Portogallo, poco più a sud di Lisbona, nel comune di Sesimbra.
    Il nome Cariocecus si riferisce all’antica divinità della guerra ‘Cariocecus’, riverita dalle popolazioni localin el periodo pre-romanico (il nome di tale divinità venne successivamente cambiato in Marte e Ares con la conquista territoriale dei Romani). La specie bocagei è in onore di José Vicente Barbosa du Bocage, uno dei più famosi naturalisti portoghesi del secolo scorso.
    “La scoperta del primo iguanodonte dal Cretaceo Inferiore portoghese ha una importanza cruciale nel capire la storia evolutiva del loro gruppo” afferma il Dr. Bertozzo, “Abbiamo un’abbondante diversità di animali simili più antichi nel Giurassico Superiore del Portogallo. Questo paese si rivela quindi essere un importante “ponte” tra le dure ere geologiche che ci permetterà di scoprire i segreti del successo evolutivo degli iguanodonti”.
    Cariocecus bocagei è stato trovato nei pressi di Praia do Area do Mastro nel 2016 grazie all’occhio attento di Pedro Marrecas, uno dei coautori dello studio. Il fossile era solo parzialmente visibile nel blocco di roccia grazie alla fila di denti che sporgevano, e solo l’accurato lavoro di restauro al Museo di Bruxelles ha potuto far si che questo nuovo adrosauroide ritornasse alla luce.
    “Cariocecus è quindi un ritrovamento eccezionale per il Portogallo, dato che è rappresentato dal cranio di dinosauro più completo mai trovato finora nella regione” spiega Bruno Camilo, direttore della Società di Storia Naturale di Torres Vedras, “trattandosi di un esemplare giovane o subadulto, ci permette di conoscere il momento e le modalità in cui ha avuto luogo la co-ossificazione delle ossa craniche durante la crescita”.

    I fossili originali che compongono il cranio di Cariocecus bocagei


    L’eccezionale conservazione e la tridimensionalità dei vari elementi del cranio di Cariocecus hanno permesso la ricostruzione digitale della copia del cervello, dei nervi cranici, ma soprattutto dell’orecchio interno. Inoltre, il cranio presente alcuni tratti molto peculiari, mai osservati prima, come la fusione tra l’osso jugale e il mascellare, un adattamento probabilmente atto a rafforzare il morso.

    Ritratto di Cariocecus bocagei e di come sarebbe potuto apparire l’habitat della Formazione Papo Seco nel Cretaceo Inferiore. Realizzata da Victor F. Carvalho.
    Ricostruzione digitale del cranio di Cariocecus bocagei, da notare la membrana sopraorbitale.
    Artwork di Fabio Manucci


    Provando a ricostruire il cranio in tutte le sue parti, il paleoartista e coautore dello studio Fabio Manucci ha aggiunto le parti mancanti e corretto quelle deformi del fossile. Questo ha portato Manucci e gli altri autori a ipotizzare la presenza di tessuti ed elementi anatomici finora poco studiati. In particolare, uno dei tratti più distintivi di Cariocecus è la posizione bassa dell’osso sopraorbitale (la barra che taglia l’orbita formando una sorta di “sopracciglio”). Questa barra presenta segni dei tessuti connettivi che vi si ancoravano, andando a formare una estesa membrana che proteggeva la parte superiore dell’orbita. Questa peculiarità è presente anche in molti uccelli: è molto visibile nei rapaci, dando loro il tipico sguardo corrucciato e utile nel proteggere gli occhi da un’intensa esposizione diretta ai raggi solari. Il Dr. Bertozzo e il suo team hanno ipotizzato che tale membrana potesse avere similmente un ruolo di protezione degli occhi, ma in questo caso legato alla vita forestale del dinosauro.
    In conclusione, solo una parte del cranio di Cariocecus è stata finora scoperta, ma ulteriori spedizioni e ricerche nella zona nei prossimi anni potrebbero portare alla luce nuovi reperti, dandoci la possibilità di ricostruire l’animale nella sua interezza.

    Il cranio di Cariocecus bocagei durante i lavori di restauro effettuati da Stephan Berton dell’Istituto Reale di Science Naturali a Bruxelles (Belgio)