• Da 14.000 anni insieme: la storia di un cane e di una famiglia nella Grotta della Bàsura

    La Grotta della Bàsura (Toirano, SV) conserva una straordinaria testimonianza delle interazioni tra esseri umani e canidi nel Paleolitico superiore, offrendo uno sguardo unico sui primi processi di domesticazione. Analizzando le impronte canine rinvenute nella grotta attraverso un approccio integrato che combina neoicnologia, analisi multivariate (PCA) e confronti tra tracce moderne e fossili, si è riusciti a dimostrare che queste appartengono a un unico individuo, probabilmente un grande cane domestico, strettamente associato a un gruppo umano. La variabilità delle tracce rispecchia quella osservata nei cani attuali, permettendo di distinguere le impronte anteriori e posteriori, oltre a ricostruire le dimensioni dell’animale, mentre le evidenze di sovrapposizione tra impronte umane e canine suggeriscono una frequentazione contemporanea della grotta. Grazie a queste scoperte, la Grotta della Bàsura rappresenterebbe la più antica evidenza diretta di domesticazione dei canidi da parte dell’uomo, sottolineandone il ruolo fondamentale nei processi di adattamento, sopravvivenza ed esplorazione durante il Paleolitico superiore.

    con Federico De Sario presso Aranciera dell’Orto Botanico di Roma

    Il seminario, che si svolgerà domenica 3 maggio ore 16,00, è organizzato in occasione del progetto “L’Impero dei Dinosauri – L’ascesa dei Mammiferi”.

    SUMMER SCHOOL – JURASSIC HORIZON 2026

    Lourinhã, Portogallo

    FantiLab e APPI hanno avviato un progetto che offre agli studenti la possibilità di arricchire il loro percorso accademico con attività pratiche in campo. Destinato a chi studia geologia o paleontologia, questo programma permette di partecipare a progetti innovativi, coniugando teoria e pratica in un’esperienza coinvolgente.

    Nel 2025, il Dipartimento BiGeA / FantiLab dell’Università di Bologna e il Museu da Lourinhã hanno siglato un Accordo Quadro pluriennale volto alla cooperazione scientifica nello studio della Formazione Lourinhã (Giurassico Superiore).

    Il progetto Jurassic Horizon si propone di valorizzare una delle aree più rilevanti d’Europa per la paleontologia dei vertebrati, puntando su tre pilastri:

    • Ricerca scientifica di alto livello;
    • Promozione pubblica delle collezioni;
    • Valorizzazione del patrimonio geo-paleontologico locale.

    Grazie a intense campagne di scavo e a importanti pubblicazioni, il Museu da Lourinhã ha costituito una delle collezioni di vertebrati mesozoici più importanti a livello europeo. Le recenti ricerche, coordinate dal museo, hanno portato alla scoperta di nuove specie di dinosauri e di reperti eccezionali – tra cui nidi, uova ed embrioni – che hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Questo patrimonio, nato dall’impegno congiunto di professionisti, volontari e collaborazioni accademiche, rende oggi la regione un punto di riferimento mondiale per lo studio dell’evoluzione degli ecosistemi giurassici. Gli obiettivi congiunti su cui si fonda la collaborazione comprendono:

    • Ricerca e studio: approfondimento della cartografia geologica, della stratigrafia, della paleoecologia e della paleontologia;
    • Formazione: promozione di scambi educativi e attività di formazione pratica sul campo;
    • Gestione del patrimonio: sviluppo di protocolli per la preparazione e la conservazione dei fossili e per la gestione delle collezioni museali;
    • Innovazione e divulgazione: valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio geologico.

    Guardando alle prospettive future, per l’anno 2026 sono previste le prime attività sul campo in Portogallo, che si svolgeranno dal 14 al 25 settembre 2026. Siamo lieti di annunciare che fino a un massimo di 6 studenti avrà l’opportunità di partecipare al progetto Jurassic Horizon 2026 tramite il bando allegato al presente comunicato.

    La scadenza per la sottomissione delle candidature è fissata per il 3 maggio.

    Piante e vulcani: evidenze dal supervulcano di Bolzano


    Circa 280 milioni di anni fa, il supervulcano di Bolzano trasformò profondamente gli ecosistemi terrestri. Attraverso lo studio di piante e pollini fossili, il seminario ricostruisce dove e in quali condizioni le piante riuscivano a vivere in un ambiente vulcanico, e come risposero alle eruzioni e alle rapide variazioni ambientali.

    I dati provenienti dalle successioni del Gruppo Vulcanico Atesino documentano cambiamenti nella vegetazione, diverse strategie di sopravvivenza e le dinamiche di ricolonizzazione degli ambienti disturbati, offrendo un quadro dettagliato dell’evoluzione degli ecosistemi in condizioni di forte stress ambientale.

    Il seminario, che si svolgerà presso il dipartimento di Scienze della Terra (sala Ponzi 2) di Sapienza Università di Roma, è organizzato in occasione del progetto espositivo “L’Impero dei Dinosauri – l’Ascesa dei Mammiferi”, ospitato presso l’Orto Botanico di Roma.

    Ventimila specie (o quasi) sotto il mare

    Martedì 31 marzo 2026, ore 17:30 Aula Spallanzani, Museo Kosmos – Piazza Botta 9, Pavia

    Proseguono gli incontri organizzati nell’ambito della mostra “Oceani perduti.
    Giganti marini al tempo dei dinosauri” al Museo Kosmos dell’Università di Pavia. Alle ore 17.30 in aula Spallanzani sarà presentata la nuova edizione ampliata del libro di Andrea Bonifazi Ventimila specie (o quasi) sotto il mare, edito da Sperling&Kupfer. La lettura immerge in un viaggio coinvolgente nel Mar Mediterraneo, mostrando le sue meraviglie senza nascondere i problemi.
    Dalle dune e dalle spiagge fino alle profondità abissali, il volume racconta storie singolari di specie che utilizzano strategie di sopravvivenza davvero sorprendenti. Non mancano citazioni letterarie, musicali, cinematografiche, mitologiche o videoludiche.
    L’evento è organizzato e promosso da Kosmos – Museo di Storia Naturale Università di Pavia (Piazza Botta 9 ) in collaborazione con l’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana A.P.P.I.


    Andrea Bonifazi, dottore di ricerca in Ecologia marina, dal 2009 si occupa di divulgazione. Creatore della pagina Facebook Scienze Naturali, ad oggi cura una community di oltre 260.000 persone, una delle communities più numerose nel campo della divulgazione scientifica. Dal 2015 si occupa di monitoraggio ambientale in ARPA, dedicandosi primariamente alla Strategia marina, ai macroinvertebrati marini bentonici e alle specie non indigene. È autore di pubblicazioni scientifiche in campo ecologico e zoologico, nel 2023 è uscito il suo primo libro divulgativo Ventimila specie (o quasi) sotto il mare, edito da Sperling&Kupfer, da poco uscito in una nuova edizione integrata, rivista e ampliata.

    Incontro a libero accesso, ingresso in mostra a pagamento.
    Per l’occasione la sola mostra resterà aperta fino alle ore 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00).
    Per informazioni: Sito web Museo Kosmos – kosmos@unipv.it – 0382 986220.

    Fonte: Museo kosmos di Pavia

    L’Impero dei Dinosauri: L’Ascesa dei Mammiferi

    A Roma, presso il Museo Orto Botanico, un nuovo entusiasmante progetto divulgativo: “L’Impero dei Dinosauri: l’ascesa dei mammiferi”. Una mostra spettacolare che unisce il rigore scientifico a un forte impatto emotivo, aperta al pubblico da sabato 22 novembre 2025 e visitabile fino al 3 maggio 2026.

    L’iniziativa è promossa dall’Associazione Paleontologica A.P.P.I. in collaborazione con il prestigioso Museo Orto Botanico di Roma – Polo Museale (Sapienza Università di Roma ), creando una sinergia tra esperti e istituzioni per una divulgazione scientifica di alta qualità e accessibile a tutti.

    Lo storico Museo dell’Orto Botanico, con le sue oltre 3000 specie vegetali, si trasforma per l’occasione in un vero e proprio giardino preistorico. Palme, bambù e felci faranno da suggestiva cornice al racconto della grande estinzione che ha segnato la fine dell’era dei dinosauri e del successivo sviluppo della vita, culminato con la progressiva affermazione della classe dei mammiferi.

    La mostra, ideata da un team interamente italiano e con la consulenza di paleontologi professionisti, fa del connubio tra Scienza e Arte il suo punto di forza. L’allestimento è progettato per offrire un’esperienza emozionale intensa, pur trasmettendo contenuti aggiornati agli ultimi progressi della ricerca.

    “Questa formula di cultura-intrattenimento vuole coinvolgere il pubblico e avvicinarlo all’ambiente degli addetti ai lavori, sottolineando il contributo fondamentale di scienziati e artisti nella ricostruzione della Storia della Vita partendo dallo studio delle testimonianze fossili”, spiegano gli organizzatori.

    Giganti, Scoperte Italiane e Paleoarte

    I visitatori saranno guidati in un coinvolgente viaggio attraverso il periodo della transizione geologica e l’impatto dei cambiamenti climatici sull’evoluzione. Le ricostruzioni degli animali sono tutte a grandezza naturale e riprodotte con scrupoloso rigore scientifico.

    Tra gli esemplari in mostra, che spaziano da imponenti creature a modelli minuscoli come il celebre mammifero Cronopio (noto come “Scrat” de L’Era Glaciale), non mancheranno sezioni dedicate ai fondamenti della paleontologia e alle scoperte avvenute in Italia.

    Il percorso espositivo si articola su diversi livelli di approfondimento:

    • Informazioni generali sulle peculiarità delle specie del Cenozoico.
    • Commenti degli esperti per comprendere il metodo di lavoro dei paleontologi.
    • Curiosità inaspettate e luoghi comuni da sfatare.

    Una sezione speciale sarà inoltre dedicata al “dietro le quinte” della paleoarte, svelando le tecniche di ricostruzione e il complesso lavoro sinergico di sapere e competenze.

    Orari e Biglietti

    “L’Impero dei Dinosauri: l’ascesa dei mammiferi” offre anche un vasto programma didattico con attività per le scuole e un ricco calendario di eventi per il grande pubblico, inclusi incontri dedicati alla paleontologia e alla paleoarte con studiosi, illustratori e maestri di effetti speciali. Un’occasione unica per coniugare cultura e intrattenimento e riscoprire un patrimonio di grande valore.

    📅 Orari di Apertura
    La mostra è visitabile tutti i giorni (inclusi domeniche e festivi).
    Orario: 10:00 – 17:30
    Ultimo ingresso ore 16:45.
    🎟️ Tariffe di Ingresso (Mostra + Orto Botanico)Costo
    Biglietto Intero€ 10,00
    Biglietto Ridotto (4 – 18 anni, Over 65, Soci APPI/FAI, Studenti universitari, ecc.)€ 9,00
    Biglietto Scuole/Gruppi Classe (a persona, fino a 2 accompagnatori omaggio)€ 4,00
    Gratuito (Bambini sotto i 3 anni, disabili con accompagnatore, giornalisti accreditati)€ 0,00

    Il progetto è organizzato da Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana APPI e Polo Museale Sapienza – Università di Roma.
    L’accuratezza e la spettacolarità dell’allestimento sono state possibili grazie al contributo fondamentale dei realizzatori:  Geomodel SrlDi.Ma- Dino Makers e Prehistoric Minds. che hanno dato vita alle creature preistoriche.

    Infine, il progetto è patrocinato delle più importanti società scientifiche del settore: Società geologica Italiana, Società Paleontologica Italiana, ANMS – Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, AIQUA – Associazione Italiana per lo studio del Quaternario e Museo Paleontologico di Montevarchi.

    Altre info su https://ortobotanico.web.uniroma1.it

    PALEOILLUSTRARE – Riportare in vita la preistoria

    Proseguono a Kosmos gli incontri collegati alla mostra “Oceani perduti. Giganti marini al tempo dei dinosauri”: sabato 29 novembre è in programma alle ore 17:00 “Paleoillustrare”, un incontro con Davide Bonadonna, uno dei paleoartisti più noti al mondo. L’evento è organizzato e promosso da Kosmos– Museo di Storia Naturale Università di Pavia in collaborazione con l’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana (APPI).

    z “Il paleoartista è l’artista che ricostruisce il passato della vita sulla Terra basandosi sulle evidenze scientifiche – spiega Bonadonna, che collabora stabilmente con musei italiani ed esteri, parchi tematici, mostre itineranti, pubblicazioni scientifiche e riviste specializzate quali National Geographic e Nature – Non “inventa” i dinosauri: li interpreta visivamente con l’aiuto dei paleontologi, traducendo dati tecnici in immagini che ci aiutano a pensare com’erano davvero”.

    Bonadonna si dedica all’illustrazione scientifica e alla modellazione digitale 3D, ricreando non solo l’aspetto realistico degli animali estinti, ma anche il loro ambiente e il comportamento. Le sue opere nascono da un attento lavoro di documentazione, confronto con esperti e cura dei dettagli anatomici, unito a una forte sensibilità visiva ed evocativa. Nella mostra “Oceani perduti”, le sue ricostruzioni permettono al pubblico di vedere ciò che i fossili da soli non possono raccontare.
    La paleoarte diventa così un ponte tra scienza e immaginazione.

    La ricostruzione di organismi preistorici avviene grazie alla collaborazione tra geologi, paleontologi, preparatori museali, illustratori e scultori, che insieme restituiscono l’aspetto in vita di specie scomparse da milioni di anni. Ogni modello è unico ed è stato realizzato in Italia interamente a mano in scala 1:1. Si parte da una struttura in polistirolo fresata in dimensioni reali, rifinita da scultori esperti con texture della pelle scolpite o stampate accuratamente. Si crea poi uno stampo in vetroresina o silicone, da cui si ricava il modello finale, dipinto a mano con aerografi e pennelli per ottenere effetti realistici. Dettagli come occhi in vetro e mucose umide completano l’illusione. Un processo lungo e meticoloso, che richiede grande dedizione, ma regala risultati di straordinaria efficacia e suggestione.

    Incontro a libero accesso, ingresso in mostra a pagamento.

    Per l’occasione la mostra chiuderà alle ore 20:00.

    Per informazioni: https://museokosmos.eu – kosmos@unipv.it – 0382 986220

    Kosmos – Museo di Storia Naturale Università di Pavia – Piazza Botta 9 Pavia

    APPI DAY 2025 Un Weekend tra Scienza, Arte e….ESTINZIONI!

    L’Associazione Paleontologica Paleoartistica Italiana APPI ha il piacere di invitarti a un fine settimana imperdibile, interamente dedicato alla Paleontologia, all’Arte della ricostruzione preistorica e all’essenziale tema della conservazione.

    Il weekend terminerà con un evento molto importante per noi, l’APPI DAY, la giornata evento che si svolge a seguito della cerimonia del prestigioso Premio Italiano di Paleoarte. Questo appuntamento annuale offre un programma denso e multidisciplinare studiato per appassionati, studiosi e famiglie.

    La giornata di domenica 16 novembre si aprirà con un focus sui giovani e proseguirà con interventi di alto profilo scientifico e culturale.

    APPI DAY – Programma della Giornata

    • H 10:00 – 11:30 | Paleorama: Un laboratorio pratico studiato per stimolare la curiosità scientifica di bambini e ragazzi (età consigliata 7-11 anni), trasformandoli in piccoli paleontologi per un giorno.
    • H 12:00 – 13:00 |  Massimo Bernardi del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, terrà la conferenza: L’estinzione del Carnico e l’alba di un nuovo mondo.
      Un’analisi cruciale su come i grandi cataclismi hanno ridisegnato la vita sulla Terra, offrendo spunti di riflessione attuali e aperti a tutti.
    • H 15:30 – 16:00 | Assegnazione del Premio Italiano di Paleoarte per la categoria Progetti. Sarà l’occasione per ammirare il talento e il rigore scientifico necessari per ricostruire la vita preistorica in modo credibile e suggestivo.
    • H 16:00 – 17:30 | Dalla Storia Antica alla Sfida di Oggi: Gli autori Willy Guasti e Agnese Innocente presenteranno il loro libro 50 animali in via d’estinzione. Un passaggio dalla paleontologia alla zoologia moderna, per sottolineare l’importanza di capire il passato al fine di proteggere il futuro del nostro pianeta.
    • H 17:30 | Chiusura lavori

    Il Premio Italiano di Paleoarte e l’APPI DAY rappresentano un importante momento di incontro tra paleontologi, paleoartisti e divulgatori. Non perdere l’occasione di incontrare esperti di fama, toccare con mano l’intersezione tra la ricerca accademica e la sua rappresentazione visiva, e partecipare a conferenze di alto livello per celebrare l’arte che dà un volto ai giganti del passato. Con laboratori specifici, l’evento è ideale anche per ispirare le nuove generazioni.

    Ti aspettiamo a Montevarchi, presso il Museo Paleontologico per un fine settimana che ti farà viaggiare indietro nel tempo!

    Informazioni e Contatti

    Cariocecus, uno dei primi adrosauroidi

    di Fabio Manucci

    Alla fine del Giurassico vi fu un’importante estinzione di massa, che cambiò per sempre anche le faune a dinosauri. Se prima vi erano molti sauropodi (i celebri dinosauri dal collo lungo) a partire dal Cretaceo inferiore gli ecosistemi di tutto il mondo vedono espandersi un nuovo gruppo di grandi erbivori: gli adrosauroidi. Il passaggio dagli iguanodonti a questi animali rimane, come il periodo della loro origine, ancora nebuloso, ma una nuova specie dal Portogallo aggiunge un importante tassello per comprenderne l’evoluzione. La ricerca vede come autori anche due italiani da lungo tempo collaboratori dell’associazione: il team è guidato dal Dr. Filippo Bertozzo e vede la partecipazione del paleoartista Fabio Manucci, insieme ad uno sforzo congiunto di ricercatori di varie nazionalità (Portogallo, Belgio, Stati Uniti).
    La nuova specie è stata battezzata Cariocecus bocagei, pubblicata nella prestigiosa rivista internazionale Journal of Systematic Palaeontology. Questo dinosauro erbivoro vagava nelle lussureggianti valli della regione portoghese di 125 milioni di anni fa. Il reperto, SHN.832 (la sigla del cranio rinvenuto), è preservato nelle collezioni della Società di Storia Naturale di Torres Vedras ed è stato trovato nella costa occidentale del Portogallo, poco più a sud di Lisbona, nel comune di Sesimbra.
    Il nome Cariocecus si riferisce all’antica divinità della guerra ‘Cariocecus’, riverita dalle popolazioni localin el periodo pre-romanico (il nome di tale divinità venne successivamente cambiato in Marte e Ares con la conquista territoriale dei Romani). La specie bocagei è in onore di José Vicente Barbosa du Bocage, uno dei più famosi naturalisti portoghesi del secolo scorso.
    “La scoperta del primo iguanodonte dal Cretaceo Inferiore portoghese ha una importanza cruciale nel capire la storia evolutiva del loro gruppo” afferma il Dr. Bertozzo, “Abbiamo un’abbondante diversità di animali simili più antichi nel Giurassico Superiore del Portogallo. Questo paese si rivela quindi essere un importante “ponte” tra le dure ere geologiche che ci permetterà di scoprire i segreti del successo evolutivo degli iguanodonti”.
    Cariocecus bocagei è stato trovato nei pressi di Praia do Area do Mastro nel 2016 grazie all’occhio attento di Pedro Marrecas, uno dei coautori dello studio. Il fossile era solo parzialmente visibile nel blocco di roccia grazie alla fila di denti che sporgevano, e solo l’accurato lavoro di restauro al Museo di Bruxelles ha potuto far si che questo nuovo adrosauroide ritornasse alla luce.
    “Cariocecus è quindi un ritrovamento eccezionale per il Portogallo, dato che è rappresentato dal cranio di dinosauro più completo mai trovato finora nella regione” spiega Bruno Camilo, direttore della Società di Storia Naturale di Torres Vedras, “trattandosi di un esemplare giovane o subadulto, ci permette di conoscere il momento e le modalità in cui ha avuto luogo la co-ossificazione delle ossa craniche durante la crescita”.

    I fossili originali che compongono il cranio di Cariocecus bocagei


    L’eccezionale conservazione e la tridimensionalità dei vari elementi del cranio di Cariocecus hanno permesso la ricostruzione digitale della copia del cervello, dei nervi cranici, ma soprattutto dell’orecchio interno. Inoltre, il cranio presente alcuni tratti molto peculiari, mai osservati prima, come la fusione tra l’osso jugale e il mascellare, un adattamento probabilmente atto a rafforzare il morso.

    Ritratto di Cariocecus bocagei e di come sarebbe potuto apparire l’habitat della Formazione Papo Seco nel Cretaceo Inferiore. Realizzata da Victor F. Carvalho.
    Ricostruzione digitale del cranio di Cariocecus bocagei, da notare la membrana sopraorbitale.
    Artwork di Fabio Manucci


    Provando a ricostruire il cranio in tutte le sue parti, il paleoartista e coautore dello studio Fabio Manucci ha aggiunto le parti mancanti e corretto quelle deformi del fossile. Questo ha portato Manucci e gli altri autori a ipotizzare la presenza di tessuti ed elementi anatomici finora poco studiati. In particolare, uno dei tratti più distintivi di Cariocecus è la posizione bassa dell’osso sopraorbitale (la barra che taglia l’orbita formando una sorta di “sopracciglio”). Questa barra presenta segni dei tessuti connettivi che vi si ancoravano, andando a formare una estesa membrana che proteggeva la parte superiore dell’orbita. Questa peculiarità è presente anche in molti uccelli: è molto visibile nei rapaci, dando loro il tipico sguardo corrucciato e utile nel proteggere gli occhi da un’intensa esposizione diretta ai raggi solari. Il Dr. Bertozzo e il suo team hanno ipotizzato che tale membrana potesse avere similmente un ruolo di protezione degli occhi, ma in questo caso legato alla vita forestale del dinosauro.
    In conclusione, solo una parte del cranio di Cariocecus è stata finora scoperta, ma ulteriori spedizioni e ricerche nella zona nei prossimi anni potrebbero portare alla luce nuovi reperti, dandoci la possibilità di ricostruire l’animale nella sua interezza.

    Il cranio di Cariocecus bocagei durante i lavori di restauro effettuati da Stephan Berton dell’Istituto Reale di Science Naturali a Bruxelles (Belgio)

    Oltre l’estinzione – Viaggio tra dinosauri, geologia, natura e catastrofi di ieri e di oggi

    Preparatevi a un’avventura epocale! Il 19 e 20 luglio 2025, il Parco di San Benedetto di Gubbio si trasforma in un vero e proprio portale temporale, invitandovi a immergervi nelle profondità del tempo. Abbiamo curato un programma di eventi straordinario per esplorare il mondo dei dinosauri, i misteri della loro estinzione e l’affascinante evoluzione della vita sulla Terra.

    Che siate esperti di preistoria, semplici curiosi, grandi o piccini, troverete attività incredibili per ogni interesse. Potrete partecipare a escursioni mozzafiato alla Gola del Bottaccione, un sito di eccezionale valore geologico, o divertirvi con laboratori didattici innovativi e creativi. Avrete l’opportunità di porre le vostre domande direttamente a esperti nelle sessioni “Chiedi al Paleontologo” e di assistere a stimolanti conferenze divulgative con specialisti di fama nazionale. Ogni iniziativa è pensata per offrire spunti di riflessione e approfondimenti scientifici, rendendo la scoperta accessibile e divertente per tutti.

    Non perdete questa eccezionale occasione di esplorare i segreti di queste creature affascinanti e di scoprire come il nostro pianeta si è trasformato nel corso dei millenni. Siete pronti a fare un salto nel passato?

    Canada Educational Expedition 2025

    Milk River view_©A. Giamborino

    La provincia dell’Alberta (Canada) è al centro delle scoperte di dinosauri già dalla fine dell’800, quando diverse spedizioni del Geological Survey of Canada raccolsero ossa dei grandi rettili mesozoici nella parte più meridionale della regione. Quasi sempre i siti più produttivi e in generale gli esemplari più significativi e meglio preservati provenivano dai calanchi lungo il Red Deer River, in quello che oggi è chiamato Dinosaur Provincial Park.
    Sono passati molti anni e dopo molte stagioni trascorse in Alberta oggi sono ancora molte le risposte che cerchiamo. La provincia dell’Alberta è vasta e piena di località fossilifere importanti: noi siamo al lavoro principalmente in due aree molto diverse tra di loro. L’area di Grande Prairie, dove lavoriamo con il Philip J. Currie Museum e l’Università dell’Alberta , è una vasta regione dominata dalla foresta boreale. La valle del Milk River, al confine con gli Stati Uniti, è invece dominata da aride badlands e da molti anni collaboriamo con il gruppo coordinato dal dottor David Evans del Royal Ontario Museum di Toronto.

    Le attività del progetto Canada Educational Expeditions cominciate nel 2022 e che finora hanno coinvolto gli studenti sono principalmente le seguenti:

    Le collezioni museali
    Una delle prime attività è la visita alle collezioni dei musei locali. Di questi abbiamo visitato, sotto la supervisione dei rispettivi curatori, le collezioni del Royal Tyrrell Museum (Drumheller) e del Philip J. Currie Dinosaur Museum (Wembley).  L’attività ha lo scopo di fornire agli studenti una conoscenza sulla valorizzazione delle collezioni museali custodite nel territorio di appartenenza, tenendo in considerazione la loro storia e la loro preparazione, i modelli di gestione attuali, il rapporto pubblico-privato e la legislazione di riferimento.  I partecipanti hanno soprattutto la possibilità di vedere tutte le fasi di preparazione dei reperti, dal loro arrivo nei magazzini fino all’esposizione al grande pubblico.

    Collezioni del Royal Tyrrell Museum_ © A. Giamborino

    Siti storici e nuovi  siti di scavo
    Visto il coinvolgimento di studenti anche alle prime esperienze, dedichiamo molto tempo per mostrare il lavoro di scavo sul terreno. Si tratta di un lavoro lento e meticoloso che comincia con le prospezioni sul terreno e la scoperta di un’area promettente. Quando si decide di aprire un sito, le priorità sono la messa in sicurezza di ogni reperto e la meticolosa mappatura di ogni elemento scoperto prima del recupero e del trasporto.

    Daspletosaurus quarry_ ©A. Giamborino

    Rilevamento geologico
    I giacimenti esaminati fanno parte di un contesto geologico complesso che deve essere parte integrante degli studi paleontologici che portiamo avanti. Lo studio delle successioni sedimentarie permette di capire l’età dei giacimenti e la loro posizione stratigrafica reciproca, ricostruire i paleoambienti, integrare informazioni sulla vegetazione e la temperatura del tempo e molto altro. Nell’area di Grande Prairie l’unità di riferimento è la Wapiti Formation (Campaniano-Maastrichtiano). Nell’area della Milk River Valley le unità di riferimento sono la Oldman Formation e la Dinosaur Park Formation (Campaniano).

    Peace Country– Grande Prairie_ © A. Giamborino

    Prospezioni paleontologica
    La ricerca di nuovi siti fossiliferi per l’organizzazione di scavi e per progetti di studio e raccolta fossili permette di valutare nuove aree di lavoro, testarne l’accessibilità e di acquisire buone capacità di riconoscimento dei fossili anche per i meno esperti. Ogni nuovo sito è mappato tramite GPS, fotografato e descritto in maniera efficace. Alcune delle aree coinvolte sono frutto di segnalazioni o monitoraggi delle campagne degli anni precedenti. La raccolta del materiale paleontologico, proveniente dalle aree in esame, viene confrontata, identificata e catalogata alla fine di ogni giornata lavorativa e di ogni spedizione.

    Daspletosaurus quarry view – © A. Giamborino

    Siamo felici di comunicare che anche per l’estate 2025 APPI e il FantiLab – VertPaleo Bologna forniranno un’opportunità di studio e di collaborazione per studenti delle università italiane. I progetti di ricerca in corso permettono di organizzare attività formative con la possibilità di arricchire la propria formazione con esperienze dirette in diversi contesti, dal terreno alle collezioni museali. 

    Sono disponibili fino a n° 2 posti per avere la possibilità di partecipare alle ricerche legate al Southern Alberta Dinosaur Project (SADP), coordinato dal prof. David Evans del Royal Ontario Museum di Toronto per la componente paleontologica e dal prof. Federico Fanti per la componente geologica. 

    Le attività del progetto sono previste per il periodo compreso tra giugno e luglio con date da definirsi in base alla disponibilità verificata in agenzia di viaggio. 

    La chiamata è aperta a studenti con formazione in Scienze Geologiche, Scienze Biologiche e Scienze Naturali attualmente iscritti ad una Laurea Magistrale pertinente a tematiche geologiche e paleontologiche. Le linee di ricerca del progetto includono: stratigrafia, paleontologia, paleoecologia, museologia scientifica. 


    Per scaricare il bando ti invitiamo a visitare il sito #VertpaleoBologna nella sezione Educational Expeditions.